venerdì, 04 luglio 2008

Raccolgo l'invito di Paolo.

Da leggere con attenzione e qualche brivido.

 

«Ci sono momenti nella vita delle nazioni in cui i cittadini devono fare delle scelte. Momenti in cui non si può più fare finta di niente e continuare a credere che, in fondo, nulla veramente cambierà. Le leggi che continuamente vengono proposte dal nuovo Governo sono un attentato alla democrazia. Se passano, vincerà il regime e perderà, per un tempo indefinito, la democrazia. Non c’è bisogno dell’esercito per togliere la libertà ai cittadini. E’ sufficiente manipolare l’informazione e, grazie a questa, farsi eleggere in Parlamento. Quindi legiferare contro la Costituzione, contro l’indipendenza della magistratura, contro la sicurezza dei cittadini, contro la libera informazione. Una legge dopo l’altra.


Cosa distingue un primo ministro di una democrazia da un dittatore? Il vero tratto distintivo è l’impunità assoluta del dittatore. Quando Silvio Berlusconi l’avrà ottenuta l’Italia sarà, a tutti gli effetti, una dittatura. [...] La storia di Berlusconi parla per lui. I suoi innumerevoli processi, la condanna per corruzione giudiziaria del suo avvocato Cesare Previti per la Mondadori, la sua appartenenza alla P2, l’occupazione abusiva delle frequenze di Rete4. L’elenco è interminabile come i danni subiti a causa sua dal nostro Paese. Mi riferisco soprattutto allo spegnersi della coscienza civica, della morale, dell’etica. All’esempio devastante che Berlusconi ha offerto alla nazione e alle giovani generazioni in quasi venti anni, un esempio aggravato dalla sua impunità. Una situazione simile a quella dei ragazzi nei paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale. [...]


La sospensione dei processi per un anno serve a evitare la possibile condanna di Berlusconi al processo Mills di Milano. Altri centomila processi saranno bloccati per reati che vanno dallo stupro, alla truffa, al rapimento di minore. La sicurezza dei cittadini, tanto sbandierata in campagna elettorale da Berlusconi e dalla Lega, è sacrificata all’interesse del presidente del Consiglio. Il divieto di pubblicare le intercettazioni una volta depositate in tribunale a disposizione delle parti, e quindi di fatto già pubbliche, impedirebbe di venire a sapere di Parmalat o dei furbetti del quartierino. Il giornalista che pubblicasse le intercettazioni finirebbe in carcere, il suo editore chiuderebbe e chi ha compiuto il crimine non dovrebbe rispondere all’opinione pubblica. Con questa legge, negli Stati Uniti non ci sarebbe stato il Watergate e Nixon non avrebbe rassegnato le dimissioni. L’Italia dei Valori proporrà un grappolo di referendum per l’abrogazione di queste leggi contro la democrazia, se necessario promuoverà azioni di disobbedienza civile come la pubblicazione degli atti giudiziari. Nessuno può più rimanere a guardare.


L’otto luglio a Roma dalle ore 18:00 in Piazza Navona, in contemporanea con l’iter di approvazione della legge sulle intercettazioni, l’Italia dei Valori insieme a esponenti della società civile ha indetto una manifestazione per la libertà di espressione e per la giustizia.»

 

[27.06.08  Antonio Di Pietro]

 

postato da: Ferlinghetti alle ore 18:22 | Permalink | commenti (5)
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mercoledì, 02 luglio 2008

[…] noi non dimentichiamo …

Per il vostro potere fondato sulla merda,

per il vostro squallore, odioso, sporco, brutto …

Pagherete caro, pagherete tutto.

 

Collettivo Resa dei Conti

postato da: Ferlinghetti alle ore 14:16 | Permalink | commenti
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giovedì, 19 giugno 2008

 

In un ottimo libro scritto da un amico, l’autore sottolinea che la richiesta di cambiamento rivoluzionario che caratterizzò la fine degli anni ‘60, non si presentò subito come necessità politica, ma come eco della potenza poetica dovuta alla diffusione degli scritti di Ginsberg, Kerouac, Corso, Ferlinghetti (di cui immeritatamente uso il nome come nick). Nella poesia di questi grandi Poeti, c’era il seme della libertà necessaria. E quando la libertà è necessaria, allora i simboli del potere costituito diventano obiettivi da abbattere. Poi il vento di ribellione poetica si è ammantato di significato politico. Da qui la storia è nota. Uno degli elementi caratterizzanti e comuni a questi grandi Poeti è il paradigma del viaggio come primo elemento di libertà. Non avere radici che ci legano a un qualche luogo.

Da poche decine di giorni, abbiamo un nuovo parlamento e un nuovo governo. Ciò, a mio avviso, è il risultato di danni irreparabili alla struttura democratica del nostro paese e a danni sociali irreversibili indotti da abuso di stupidità. Per questo, credo che sia vano ogni tentativo di rimettere in carreggiata un paese ormai deragliato da ogni minimo criterio di legalità, uguaglianza e –tantomeno- fratellanza tra soggetti sociali dello stesso popolo. Rivoluzione Francese. Prima c’era una organizzazione sociale che si chiamava Feudalesimo. Oggi, l’ingerenza arrogante su Giudici e processi sovrappone nuovamente i poteri. Tutti in mano a uno. Questo, è Feudalesimo. Nessuna speranza di redenzione. Unica salvezza è l’Europa. Se non fossimo in Europa con la moneta unica, saremmo peggio dell’Argentina della crisi e forse sotto a un regime militare. E non è detto che arrivi comunque. O non basta l’esercito sotto casa per far paura?

Lego i due ragionamenti, forse sconclusionati e dico che una buona alternativa è andar via. Liberi da cotanta melma. In Svezia dove oggi il centro-destra governa con metodi dialettici e pratici che sembrano l’italico PD. In Francia dove il centro-destra su 14 ministri mette 3 socialisti, 7 donne di cui una del Maghreb. Non oso nemmeno pensare alla Spagna socialista di oggi dove alla chiesa fanno fare la chiesa e il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto vengono sanciti da Aznar prima che da Zapatero.

Andiamo.

Si.

Via. Finché siamo in tempo.

 

f.

 

 

 

postato da: Ferlinghetti alle ore 15:12 | Permalink | commenti (21)
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lunedì, 02 giugno 2008

 

Quando la sensibilità sarà la norma e la poesia necessaria

Quando il pianeta verrà usato come regalo per gli umani futuri

Quando il confronto batterà lo scontro

Quando sapere non sarà un fine ma un mezzo

Quando le tette torneranno ad essere grandi e piccole

Quando la luna avrà il suo valore

Quando la musica toccherà i cuori

Quando donare non sarà più prendere il grazie di ritorno

Quando il silenzio servirà a comunicare

Quando dimostreremo che dio non esiste

Quando si saprà diffusamente che matrimonio è coercizione

Quando i figli saranno “figli miei” e non “miei figli”

Quando l’amore sarà libertà

Quando i fiori non saranno colti ma guardati

Quando non useremo più gli ombrelli

Quando andare al mare non sarà una giornata di merda

Quando camminatore sostituirà telespettatore

Quando l’arte sarà tale senza mercato

Quando tutti saranno guariti dal virus di quant’altro

Quando sarà chiaro che diverso vuol dire sconosciuto

Quando l’omologazione sarà sconfitta e torneremo umani

 

 

Allora sarò dispiaciuto di essere mortale.

 

f.

 

 

postato da: Ferlinghetti alle ore 11:07 | Permalink | commenti (14)
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venerdì, 30 maggio 2008

 

Nuoto nel soffio deciso del vento

La notte amica nasconde la malinconia

E accompagna i miei passi senza meta

Con presagi di tempesta

 

Guardo le fronde degli alberi

Flettono i rami come braccia di hippy

Elevate al cielo verso un universo di pace

Dove le stelle brillano d’acido e chitarre

 

Avvito i miei pensieri sul silenzio

Forse il brivido di freddo

È il segnale della connessione

Tra me e me

 

Scarto ricordi di parole

Ne peso la valenza e la sostanza

Cancello immagini create con pennelli intrisi d'acqua

Che lasciano sospeso ogni giudizio

 

Sospiro per cacciare la tensione

Riannodo fili di ragionamenti

Almeno il respiro del vento amico

Mi dà la certezza di non essere di troppo

 

f.

 

 

postato da: Ferlinghetti alle ore 13:37 | Permalink | commenti (8)
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lunedì, 26 maggio 2008

 

Il sorriso accennato come Monna Lisa

Lo sguardo tenero che va al di là del muro

I morbidi capelli mossi come la superficie del lago

Si poggiano sul collo esprimendo sensualità

 

Il braccio sul tavolo e la mano svogliata dalle dita lunghe

Si lascia andare al riposo dei giusti

In attesa che la tastiera di un pianoforte

Le venga rivelata per una sinfonia di vita nuova

 

Lo sguardo che ascolta parole in arrivo

Il viso luminoso più della luce della stanza

Trasmette la forma di un’anima speciale

Dove l’inutile telefono non serve per comunicare

 

Il dolore passato forse lascia il segno

Su labbra troppo tese

In quel sorriso sincero

Anche se un po’ triste - all’apparenza

 

Come nei quadri di Van Gogh

Come nei versi di Baudelaire

Ti trovo negli eccessi e in quella luce

Dal colore delle mie gerbere preferite

 

Pericolosa Sensibile

Irruente Adorabile

 

f.

 

postato da: Ferlinghetti alle ore 12:02 | Permalink | commenti (11)
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giovedì, 22 maggio 2008

Se non ci fossero stati commenti lo avrei eliminato. Quando la volgarità dell'omologazione infetta anche il più sottile pensiero, allora bisogna correre ai ripari. Aggiungo un tocco di originalità personale alla diffusione volgare di un pensiero importante di un grande pensatore.

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

 

Bertolt Brecht

 

postato da: Ferlinghetti alle ore 08:44 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 19 maggio 2008

 

 

 

 

 

 

 ssssshhhhh ...

f.

 

postato da: Ferlinghetti alle ore 18:33 | Permalink | commenti (10)
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martedì, 13 maggio 2008

 

Quando calò la sera

Arrivò un messaggio

Pasta e vino siciliano

E il pesce spadaccino col battuto

 

Sulla tovaglia a righe

Misi i fiori e la mia lettera

Faccio per fare

Non sono ospite

 

Un minuto di ore in un incontro

Poco più di centododici parole

La regola dell’aglio

Esclusa la malizia del dessert e del mezzo

 

Poi, ho visto la forma di un sorriso.

 

Giocando con una mollica.

 

f.

 

postato da: Ferlinghetti alle ore 17:50 | Permalink | commenti (6)
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martedì, 06 maggio 2008

 

Abbiamo ormai perso completamente la capacità di indignarci.

 

Il probabile prossimo futuro ministro per le riforme parla di fucili caldi e 300.000 uomini pronti.

Un paese normale avrebbe risposto con una manifestazione di 5.000.000 di persone. A Milano.

 

Il Presidente della Camera paragona il dissenso verso lo stato di Israele con la morte di una ragazzo ucciso da 5 neonazisti.

Un paese normale avrebbe risposto con la richiesta, sostenuta da 2.500.000 firme, delle dimissioni del neo Presidente della Camera.

 

Un'incursione Israeliana uccide una madre e i suoi 4 figli.

La notizia nei TG (quelli che l’hanno data) è messa tra la cronaca degli esteri.

Un paese normale chiama tali aggressioni TERRORISMO.

 

La cordata Italiana per salvare Alitalia è sparita dai TG.

Un paese normale sosterrebbe lo sciopero degli oltre 19.000 lavoratori della compagnia e dell’indotto.

 

Sarkò ha fatto un governo che in Italia chiamiamo di destra : 15 ministri, 7 donne di cui una magrebina alla GIUSTIZIA e 3 Socialisti.

Un paese normale, la FRANCIA. Noi, a confronto, siamo nel MEDIOEVO.

 

Proposta semiseria: simuliamo un attacco militare (o con mozzarelle alla diossina) contro la Francia e quando loro ci invadono per reazione NOI CI ARRENDIAMO TUTTI ed affidiamo in OUTSOURCING il governo del nostro povero paese ai francesi. Tra 400 anni, quando avremo capito i fondamentali della democrazia, chiederemo l’INSOURCING delle libertà parlamentari. I francesi, popolo civile, accetteranno di buongrado.

 

Non so perché ancora mi indigno.

Forse, mi indigna la mancanza di indignazione.

 

Ed ora, un antiemetico.

 

f.

 

postato da: Ferlinghetti alle ore 20:00 | Permalink | commenti (7)
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