sabato, 29 dicembre 2007

 

Conduco il mio sguardo lontano

Oltre la linea della stupidità

Passando sopra al soffio del vento che sa di castagne

Non indugio sulle facce e le sembianze

 

I pugni chiusi in tasca mi ricordano il tempo

E la corsa all’oro che oggi ha invertito la sua rotta

Il pensiero è troppo veloce per il tempo che ho

La sera è già avanzata

 

L’ambra liquida brucia e lascia piacevoli sentori

La nuvola bianca davanti al mio sguardo si espande

Il suono mi avvolge come un manto

Immerso ad elevate quote di profondità

 

Le mani hanno i segni neri delle presunte verità

Nessun anello mi incatenerà nel buio

Verserò lacrime se necessario

Intanto fingo interesse per il tempo che mi rimane

 

Correlazione corre/lazione corre

Esprime una urgenza che ha il sapore dell’inevitabilità

E l’orma del ieri svanisce come l’impronta sotto l’onda

Con richiami di echi in lontananza

 

Aspetto la mia signora in nero

Nella piazza solenne dell’irreale

Dove le voci vengono lette

E la camera senza vista quella volta fu

 

Solo

Come sai

Non ho fretta

Mai

 

f.

  

postato da: Ferlinghetti alle ore 17:48 | Permalink | commenti (11)
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venerdì, 28 dicembre 2007

 

La parola scritta è :             IMMAGINE

La parola detta è :               SUONO

La parola sentita è :            EMOZIONE

La parola ascoltata è :        SAGGEZZA

La parola letta è :                EVOLUZIONE

La parola dipinta è :            POP

La parola rubata è :             VITA

La parola assoluta è :         NULLA

La parola sussurrata è :      RISPETTO

La parola falsa è :                INVECE

La parola esatta è :             LIBERTA’

 

 

La parola non detta non è mai

 

AMORE

 

f.

 

postato da: Ferlinghetti alle ore 07:45 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 19 dicembre 2007

 

Umanità è per gli umani ciò che la gattità è per i gatti. L’essenza dell’umano essere, dell’essere umano. È ciò che ci fa avere una casa e non una tana, ciò che ci fa cucinare aggiungendo spezie rare anziché azzannare carne cruda, è ciò che fa in modo di farci riconoscere il bello.

 

Il bello è tale solo per gli umani.

 

Tale essenza ci spinge a ricercare il bello, le belle sensazioni. E se hai la giusta (o sbagliata) predisposizione, quella che ti fa andare oltre il mantenimento della specie, allora avrai dentro di te tutti gli strumenti intellettuali ed emotivi per trovare il bello. Ma, come tutto in natura, anche l’essenza ha un prezzo. Perché l’appagamento del bello, non basta a coloro che sanno vederlo, trovarlo. Il vero appagamento è quando questo bello è condiviso. Con altri umani. Ma la difficoltà sta proprio nel trovare altri umani in grado di percepire il bello così com’è.

 

E la natura animalesca dell’uomo allora avanza. In condizioni di privazione, così come il colombo bianco in cattività fa la danza rituale dell’accoppiamento rivolto ad uno straccio bianco, così l’umano si illude di avere accanto sempre altri umani. E se così non è, si crea lo specchio di se stesso in modo da poter riconoscere altri umani davanti ai suoi occhi. Fornisce la risposta prima di fare la domanda in modo che l’ignaro interlocutore possa rispondere quando la domanda verrà posta. Ma è inevitabile : prima o poi l’assenza di umanità dell’interlocutore emergerà.

 

E sarai fortunato se ciò che avrai davanti non è una belva.

 

Rari gli umani.

 

Rara umanità.

 

f.

 

postato da: Ferlinghetti alle ore 10:10 | Permalink | commenti (11)
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lunedì, 10 dicembre 2007

 

ZYG (Crescita Zero)

 

L’estetica del lavoro

è lo spettacolo

della merce umana.

 

Demetrio Stratos – Avanguardista musicale

(Alessandria d'Egitto, 22 aprile 1945 – New York, 13 giugno 1979)

 

postato da: Ferlinghetti alle ore 10:06 | Permalink | commenti (5)
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mercoledì, 05 dicembre 2007

 

E tu, Poeta del non dire

Tu, si, tu, dimmi : perché?

 

Se la parola suona

La dolce melodia del senso

Quello ritrovato

Insperato, ricercato

Se quel suono amico

Ti tocca o ti colpisce, meglio

Dritto nello stomaco

Toglie il fiato

E da la nausea,

allora tu, dimmi

perché?

 

Se non abbiamo altra scelta

Che vivere tra anime

Perse nella totale assenza di senso precostituito

Correndo appresso a un dio maligno

E arcigno e mai presente quando piove

E i Poeti lo sanno

E lo dicono

Ma mai nessuno suona la parola

Mai nessuno

e io ti chiedo : perché?

 

Se il suono un po’ profuma

Se ti fa alzare lo sguardo

Da dentro a fuori

Ecco, si, guarda fuori

I fiori e gli aquiloni

E stupisci la tua mente

Sorprendi i tuoi sensi

Guardare è un po’ toccare

Ma se non hai mai le guance umide

Allora, dimmi, si, dimmi

Perché?

 

Perché ti ostini a raccontarti balle?

 

La luce e l’ombra, sono silenziose.

 

f.

 

  

postato da: Ferlinghetti alle ore 19:21 | Permalink | commenti (9)
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