APPROFONDIMENTO è una parola aliena nell’arena della rete.
Non mi ci trovo e non mi piace la leggerezza con cui si passa sopra a certi piccoli pezzi di intimità; così; senza rispetto. Come in un pollaio quando passa il fattore col becchime, in molti, moltissimi, lasciano commenti insulsi, “si, si hai ragione”, “bellissimo pensiero, baciottoli di ninna”. Insomma, stomachevoli idiozie da liceali limitati. Troppa inutile fatica, continuare a ravanare nella discarica di immondizie intellettuali alla ricerca di un qualcosa che possa servire. Appelli di singoli a singoli che poi restano singoli, mentre solo l’organizzazione dei TANTI potrà mai cambiare qualcosa. Luoghi apparentemente “comuni” dove invece vige la CENSURA, praticata da persone piccole e di scarso profilo, dove i partecipanti si lasciano censurare senza sollevare dito. Temi si cui l’Umanità ha scritto milioni delle migliori pagine della storia, liquidate in trenta o meno righe e l’immancabile foto/immagine che taglia ogni possibile intervento personale. Una specie di televisione di basso livello, un reality scritto invece che recitato, la cultura dell’anticultura.
Forse sono troppo vecchio o forse non ho le informazioni genetiche giuste. Faccio parte dell’Impero di Monsieur Bertin e dei suoi modi arcaici. Fatica e sudore nell’apprendimento, profondità di analisi, lentezza, produzione di senso verticale.
Ma di questo, mi devo stupire?
I Barbari perfettamente descritti da Baricco, sono gli abitanti “autoctoni” della rete e dei blog?
A parte rarissimi casi, devo rassegnarmi a leggere sciattume insulso commentato in modo anche peggiore?
Ed io, vagabondo del Dharma, -per chi sa cosa significa- continuo a pensare al mio bandana rosso ed al “suicidio” del mio Avatar.
f.