giovedì, 19 giugno 2008

 

In un ottimo libro scritto da un amico, l’autore sottolinea che la richiesta di cambiamento rivoluzionario che caratterizzò la fine degli anni ‘60, non si presentò subito come necessità politica, ma come eco della potenza poetica dovuta alla diffusione degli scritti di Ginsberg, Kerouac, Corso, Ferlinghetti (di cui immeritatamente uso il nome come nick). Nella poesia di questi grandi Poeti, c’era il seme della libertà necessaria. E quando la libertà è necessaria, allora i simboli del potere costituito diventano obiettivi da abbattere. Poi il vento di ribellione poetica si è ammantato di significato politico. Da qui la storia è nota. Uno degli elementi caratterizzanti e comuni a questi grandi Poeti è il paradigma del viaggio come primo elemento di libertà. Non avere radici che ci legano a un qualche luogo.

Da poche decine di giorni, abbiamo un nuovo parlamento e un nuovo governo. Ciò, a mio avviso, è il risultato di danni irreparabili alla struttura democratica del nostro paese e a danni sociali irreversibili indotti da abuso di stupidità. Per questo, credo che sia vano ogni tentativo di rimettere in carreggiata un paese ormai deragliato da ogni minimo criterio di legalità, uguaglianza e –tantomeno- fratellanza tra soggetti sociali dello stesso popolo. Rivoluzione Francese. Prima c’era una organizzazione sociale che si chiamava Feudalesimo. Oggi, l’ingerenza arrogante su Giudici e processi sovrappone nuovamente i poteri. Tutti in mano a uno. Questo, è Feudalesimo. Nessuna speranza di redenzione. Unica salvezza è l’Europa. Se non fossimo in Europa con la moneta unica, saremmo peggio dell’Argentina della crisi e forse sotto a un regime militare. E non è detto che arrivi comunque. O non basta l’esercito sotto casa per far paura?

Lego i due ragionamenti, forse sconclusionati e dico che una buona alternativa è andar via. Liberi da cotanta melma. In Svezia dove oggi il centro-destra governa con metodi dialettici e pratici che sembrano l’italico PD. In Francia dove il centro-destra su 14 ministri mette 3 socialisti, 7 donne di cui una del Maghreb. Non oso nemmeno pensare alla Spagna socialista di oggi dove alla chiesa fanno fare la chiesa e il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto vengono sanciti da Aznar prima che da Zapatero.

Andiamo.

Si.

Via. Finché siamo in tempo.

 

f.

 

 

 

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lunedì, 02 giugno 2008

 

Quando la sensibilità sarà la norma e la poesia necessaria

Quando il pianeta verrà usato come regalo per gli umani futuri

Quando il confronto batterà lo scontro

Quando sapere non sarà un fine ma un mezzo

Quando le tette torneranno ad essere grandi e piccole

Quando la luna avrà il suo valore

Quando la musica toccherà i cuori

Quando donare non sarà più prendere il grazie di ritorno

Quando il silenzio servirà a comunicare

Quando dimostreremo che dio non esiste

Quando si saprà diffusamente che matrimonio è coercizione

Quando i figli saranno “figli miei” e non “miei figli”

Quando l’amore sarà libertà

Quando i fiori non saranno colti ma guardati

Quando non useremo più gli ombrelli

Quando andare al mare non sarà una giornata di merda

Quando camminatore sostituirà telespettatore

Quando l’arte sarà tale senza mercato

Quando tutti saranno guariti dal virus di quant’altro

Quando sarà chiaro che diverso vuol dire sconosciuto

Quando l’omologazione sarà sconfitta e torneremo umani

 

 

Allora sarò dispiaciuto di essere mortale.

 

f.

 

 

postato da: Ferlinghetti alle ore 11:07 | Permalink | commenti (14)
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